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venerdì 16 ottobre 2015

Calamaro ripieno di patate e pesto su crema di cavolfiore.

Ora posso dirlo davvero. La stagione è finita.
Vi scrivo da casa mia, ad Asti, durante la prima giornata di sole da quando sono tornata (cioè domenica scorsa)!
Devo ammettere di essere rimasta più spiazzata da questo ritorno di quanto pensassi.
A Rimini pensavo spesso a ciò che avrei potuto fare a casa ma poi mi sono ritrovata a passare il primo giorno sul divano a guardare tutto con aria un po' stupita.
Non è cambiato niente in realtà. Dopo 5 mesi posso dire che la casa è rimasta come l'ho lasciata e anche la mia famiglia (per fortuna!).
Ciò che veramente mi ha spiazzato è stato il tempo.
Mi ero abituata a far durare due ore come fossero un giorno intero. Mi ero abituata a considerare due ore di pausa un tempo veramente lungo, da sfruttare.
Avere di colpo 24 ore libere è stato uno shock. Le cose che avevo programmato di fare erano, si tante, ma così veloci.
Il primo giorno non ho toccato un fornello.
Sono rimasta a guardare la mia cucina, che conosco così bene in ogni suo angolo, con aria sospettosa.. "So ancora cucinare qui dentro?", "i piatti mi riusciranno bene di nuovo?".
Dubbi stupidi e inspiegabili.
Dubbi che potevo abbattere solo cucinando e cucinando.
Oggi, dopo quasi una settimana dal mio ritorno, la cucina sta tornando ad essere la "mia", sta tornando la sicurezza nel muoversi tra cassetti, utensili e fornelli che hanno visto nascere la mia passione.
E che hanno visto nascere il piatto che vi propongo oggi. Ci ho pensato un bel po'...
Come lo volevo? Complicato o "casalingo"? Ho optato per un piatto semplice ma buono e bello, che non guasta mai. I sapori sono alla portata di tutti, fatta eccezione per una nota amara, che si sente in sottofondo, data dalla passata di cavolfiore.. Proprio per questo motivo fate attenzione  e scegliete un cavolfiore fresco, bello.. se no la nota amara si sentirà più del dovuto!!!


Calamaro ripieno di patate e pesto su crema di cavolfiore.



Ingredienti per 4 persone:

4 calamari piuttosto grandi
1 cavolfiore piccolo
2 patate grandi
2 cucchiaini di pesto (possibilmente fatto in casa senza aglio)
olio e.v.o. q.b.
1 fetta di pane secco
sale q.b.
1 goccio di latte


Per prima cosa mettete a cuocere le patate con la buccia fino a che non saranno morbide.
Nel frattempo scaldate un filo d'olio in una pentola, unite il cavolfiore pulito, lavato e tagliato a tocchetti. Coprite con acqua a filo, salate.
Una volta che il cavolfiore sarà ben cotto unite un goccio di latte e frullate il tutto con un minipimer ad immersione. Assaggiate e regolate di sale.
Sbucciate le patate e schiacciatele, unite il pesto, un giro d'olio, aggiustaste di sale e mescolate bene con una frusta fino ad ottenere un composto omogeneo.
Pulite bene i calamari eliminando l'osso e le viscere interne, spellatelo e sciacquatelo abbondantemente. Pulite anche le teste ottenendo i ciuffi che taglierete in 4 parti.
Frullate il pane secco finemente, ponetelo in una teglia con carta forno, condite con un filo d'olio e un po' di sale. Fate tostare a 200 gradi per 2/3 minuti.
Riempite i calamari con il composto di patate aiutandovi con una sac a poche. Ricordatevi di non riempirlo fino all'orlo poiché in cottura fuoriuscirebbe. 
Chiudete la sacca del calamaro con uno stuzzicadenti.
Scaldate una padella con un filo d'olio. Quando sarà ben caldo cuocete i calamari con i ciuffi sempre a fuoco alto (dovrete sentirli sfrigolare ben bene per avere una cottura perfetta).
Se userete calamari di pezzatura media/grossa ci vorranno circa 5 minuti, se ne userete di piccoli, invece, ne basteranno circa 3. Salate leggermente ed abbiate cura di rigirarli spesso per dargli una cottura uniforme e permettere la formazione della tipica ed invitante crosticina.
In un piatto piano ponete un po' di crema di cavolfiore, appoggiateci sopra il calamaro (che io ho preferito tagliare a grosse rondelle), spolverate di briciole di pane croccante, unite i ciuffi e completate con un filo d'olio.



Se vi piace l'idea di disporlo in questo modo abbiate cura di usare un coltello ben affilato, che riesca a fare un taglio netto e pulitelo dopo ogni rondella per non sporcare l'esterno della sacca.



Buon appetito e buon weekend,
Valerie :)

domenica 22 marzo 2015

Quaglie glassate su tortino di patate e verdure.

Buona Domenica a tutti cari lettori!
In questa giornata così uggiosa (qui ad Asti piove da due giorni ormai!) per me c'è solo tanta felicità.
Il mio ultimo post aveva molte sfumature di tristezza ed è stato effettivamente un periodo un po' difficile..
Ho dovuto prendere decisioni importanti e fare ordine nella mia testa scegliendo e capendo ciò che veniva prima di tutto il resto.
Alla fine, come sempre ho fatto e come sempre farò, ho scelto la cucina. Il lavoro. Con la voglia di fare e di mettermi in gioco che ho ora non avrei potuto prendere un'altra decisione.
So che molti di voi non capiranno a cosa mi sto riferendo ma sembra che questa stagione estiva mi porterà tante novità e avrò tanto tempo per raccontarvele.
Per ora voglio condividere con voi una sensazione.. una sensazione di grande felicità e, soprattutto, tranquillità che non provavo da un po'.
Ora come ora trovo sia fondamentale essere soddisfatti e convinti delle proprie scelte e cercherò di andare avanti sempre con questo spirito, quello di non avere mai rimpianti.
Con un post così non posso che condividere con voi una ricetta che io ho assolutamente adorato e di cui vado particolarmente fiera.


Non saprei come definire questo piatto.. è un insieme. Un insieme di tradizioni e innovazioni, insomma, spero vi piaccia come è piaciuto a me ;)


Quaglie glassate su tortino di patate e verdure.

Ingredienti per 4 persone:
4 quaglie 
500 gr di patate
2 cucchiai e mezzo di salsa di soia
2 cucchiaini di miele
1 tuorlo sodo
un mazzo di prezzemolo
8 capperi sotto sale
mezzo spicchio d'aglio
40 gr di pane
1/2 bicchiere di aceto
4 acciughe sott'olio
olio e.v.o. q.b.
4 carote novelle (con il loro ciuffo)
4 pomodorini ciliegino
sale q.b.
pepe q.b.

Per prima cosa preparate le quaglie: pulitele da eventuali piume rimaste e dividetele in quarti, cioè due parti dal petto e le due cosce.
Eliminate l'ala ottenendo soltanto i cosiddetti "cuori" di petto ed eliminate anche il femore dalla coscia.
Mettete in frigo in attesa di cuocerle.
Fate bollire le patate con la buccia fino a che non saranno morbide, sbucciatele e schiacciatele.
Aggiungete olio, sale, pepe e mescolate energicamente con una frusta per ottenere un composto omogeneo.
Preparate nel frattempo il bagnet verde piemontese: in un mixer ponete le foglie di prezzemolo ben asciutte, il pane bagnato nell'aceto e poi strizzato, le acciughe, i capperi ben lavati, l'aglio e l'olio (iniziate con non troppo olio, poi ne aggiungerete se necessario).
Frullate il tutto e regolatevi di olio e sale (che, però, non dovrebbe servire) fino a che non otterrete un composto ben amalgamato ma non liscio, non aspettatevi una salsa fluida.
Sbucciate le carote, eliminate una parte di ciuffo lasciandone comunque 3/4 cm, mettetele su una placca da forno con un po' d'olio, sale e pepe.
Infornate a 160 gradi ventilato fino a che non saranno morbide (ci vorrà un 20/30 minuti).
Incidete i pomodorini (non eliminate il picciolo) e sbollentateli per 30 secondi, dopodiché spellateli e salateli leggermente.
In un pentolino mettete il miele e la salsa di soia, fate ridurre a fuoco basso fino a che il miele non si sarà ben sciolto.
Scaldate un po' d'olio in una padella capiente, quando sarà ben caldo aggiungete le quaglie e fatele colorare da entrambe le parti, irrorate la carne con la riduzione preparata precedentemente e cuocete fino a che la pelle non sarà ben dorata.
Per i petti ci vorrà qualche minuto, per le cosce un pochino di più.
Ricordate che è una carne che va servita rosata. Il sale non dovrebbe servire poiché la salsa è già piuttosto sapida ma vi consiglio comunque di assaggiare prima di servire.
Siete pronti ad impiattare: se avete preparato le patate e le carote con un po' d'anticipo riscaldate le ultime in forno qualche minuto e le patate un minuto nel microonde.
Con l'aiuto di un coppapasta rettangolare formate un tortino di patate, disponeteci sopra una riga di bagnet verde e il petto della quaglia.
Davanti al tortino ponete la carota, le cosce ed il pomodorino.


Buona settimana e buon appetito,
Valerie :)

lunedì 19 gennaio 2015

Quaglia farcita di verdurine con crema di cavolo romano e quiche di porri di Cervere.

Buon inizio settimana a tutti cari lettori!
Mentre la maggior parte delle persone ha da poco ripreso il trantran quotidiano,io mi trovo nell'atipica situazione di essere in vacanza!
Il ristorante presso cui lavoro starà chiuso per ferie una decina di giorni ed io posso passare un po' di tempo a casa, con la mia famiglia.
A partire dal classico pranzo domenicale, da passare tutti insieme.
L'ultimo giorno della settimana è sempre un giorno un po' speciale quando si lavora in un ristorante e le cose da fare non mancano mai.
Ieri invece, dopo essermi svegliata con tutta calma, ho potuto trascorrere del tempo con la mia famiglia, a partire da un piacevole pranzo.
Niente di speciale o troppo complicato, mi sono messa ai fornelli giusto un'ora prima di mangiare.
No tranquilli, non ho perso la voglia di creare e sperimentare, semplicemente sono tornata giusto due giorni fa dalla mia mini-vacanza, il mio riposo dopo il periodo di lavoro sotto le feste.
La meta era duplice: Trieste e Lubiana (capitale della Slovenia) da vedere in cinque giorni.
Se a qualcuno potrà sembrare strana la mia scelta, tutti quelli che conoscono almeno un minimo queste due meravigliose città non potranno che comprendermi.
Era un viaggio che sognavo di fare da anni, da quando, su un giornale, vidi delle immagini delle vie di Lubiana, una città così romantica, impossibile da descrivere.
E che dire di Piazza Unità d'Italia a Trieste? Così imperiale da togliere il respiro, mentre il tuo sguardo si divide tra i maestosi palazzi e il mare che si apre subito davanti.


Impossibile dire quale mi sia piaciuta di più.. sono due città talmente diverse che non puoi che amarle entrambe.
Trieste, sfuggevole e riservata, Lubiana, romantica e facile da scoprire grazie al fiume che scorre lungo tutta la parte antica della città.


Sicuramente non finirò qui di parlarvene, ho tante foto che hanno voglia di essere postate su queste pagine e tanti aneddoti e ristorantini da consigliare. Voi, ovviamente, per qualsiasi curiosità non esitate a chiedermi!
Abbandoniamo momentaneamente questi magnifici luoghi per dedicarci al piatto di oggi che ho preparato poco prima di partire: una stupenda quaglia che ho diviso in quarti e di cui, poi, ho farcito le cosce. Il tutto accompagnato da una crema di broccolo romano, ottimo in questa stagione, e una mini quiche di porri di Cervere che sono una delizia unica!

Quaglia farcita di verdurine con crema di cavolo romano e quiche di porri di Cervere.



Ingredienti per 4 persone:

4 quaglie
1 carota
1 costa di sedano
1 cavolo romano
1 porro di Cervere
2 uova
4 cucchiai di panna liquida
1 cucchiaio abbondante di parmigiano grattugiato
1 pasta sfoglia rettangolare 
sale q.b.
pepe q.b.
mezza cipolla bianca



Per prima cosa dedicatevi alla crema di cavolo romano: pulitelo e tagliatelo in pezzi di medie dimensioni.
Affettate finemente mezza cipolla bianca e mettetela a soffriggere in due cucchiai d'olio dentro una casseruola. Aggiungete il cavolo romano e, dopo circa 2 minuti, coprite con acqua a filo (potete anche utilizzare un brodo vegetale se l'avete).
Quando l'acqua arriverà a bollore salate, pepate e portate a termine la cottura.
Con l'aiuto di un minipimer ad immersione frullate il tutto ottenendo una crema liscia, se volete potete aggiungere un cucchiaio di panna liquida per renderla più vellutata e morbida in bocca.
Mettete da parte.
Pulite ora le quaglie: stando attenti a non rovinarle (sono molto fragili, utilizzate, se l'avete. un piccolo coltello da disosso) dividete il petto dalle cosce ottenendo due di ogni parte ( quindi due petti e due cosce).
Dalle cosce eliminate il femore, sempre facendo molta attenzione (noterete che verrà via con estrema facilità),
Preparate un trito di cipolla e sedano: visto che dovrete ottenere un ripieno molto fine potete aiutarvi con un mixer, Salatelo, unite un filo d'olio, mescolate bene e farcite le vostre coscette: attenti a non riempirle troppo, essendo molto piccole ci sarà posto solo per mezzo cucchiaino di ripieno.
Con l'aiuto di uno spago da cucina legatele a mò di cosciotto in modo che il ripieno non possa fuoriuscire in cottura.
Ponete la carne in frigo fino al momento della cottura.
Affettate sottilmente il porro di Cervere avendo cura di togliere gli strati esterni più coriacei e saltatelo in padella con un filo d'olio fino a che non sarà morbido.
Sbattete poi 2 uova, unite la panna, il parmigiano e sale quanto basta.
Predisponete 4 stampini rotondi (io ho usato quelli da budino non avendo quelli da crostatina, l'importante è che la porzione non risulti troppo abbondante) e "foderateli" di carta forno.
Ottenete dalla pasta sfoglia dei cerchi di diametro un po' grande rispetto allo stampino e metteteli in quest'ultimo schiacciandolo un po' sui bordi in modo che aderisca bene alla carta forno.
Bucherellate la pasta sfoglia e riempitela con un po' di porri spadellati, coprite con il composto di uova ed infornate a 170 gradi ventilato per 10 minuti, sfornatele e, se necessario, giratele al contrario e passatele ancora 2 minuti in forno (in modo che la parte inferiore della quiche non risulti molle).
Predisponete in una padella un po' d'olio, senza esagerare, e , non appena sarà ben caldo, cuocete le quaglie. Per i petti basteranno pochi minuti, ricordatevi che è una carne che non va cotta troppo a lungo.
Per le cosce ci vorrà qualche minuto di più ma anche qui si tratta di una cottura veloce.
Quando la carne risulterà di un bel colore bruno, spegnete il fuoco e.. preparatevi ad impiattare!
Disponete la quaglia al centro del piatto, da un lato ponete la crema di cavolo romano e subito accanto la quiche!
Questo piatto, con i suoi bei colori, si presta ad essere impiattato in molti modi, specialmente a seconda dei piatti di cui disponete quindi... non vi resta che sbizzarrirvi!



Un bacio e buon inizio di settimana!:)

Valerie :)


domenica 7 dicembre 2014

Triglia farcita alla Mediterranea con purè all'aglio dolce e salsa di pomodoro.

Un giorno mi capitò di leggere un'intervista ad un cuoco (di cui, purtroppo, non ricordo il nome) che spiegava come riuscisse a volare lontano con la mente e con l'immaginazione pur lavorando in una piccola cucina di un ristorante sperduto in un paesino italiano.
Ecco, io questo chef, lo capisco a pieno. Perché la cucina è evasione, cucinare apre la mente ed un pochettino anche il cuore.
Come vi avevo anticipato nel post precedente ho iniziato a lavorare in un ristorante da quasi un mese, non è importante saperne il nome o dire quale sia il suo piatto forte.
È però importante dire che è da questo momento che inizi a capire se cucinare ti piace davvero, al cento per cento.
Perché finché cucinavo a casa, anche per dieci persone, ero io a deciderlo.
Io decidevo se volevo fare quella cena, io decidevo cosa fare e come farlo.
Concepivo la cucina come puro divertimento. Certo, un po' di sacrificio c'era, perché quando ti impegni a fondo in qualcosa è impossibile che non ci sia sacrificio ma, certamente, non lo avvertivo principalmente come tale.
Iniziare a lavorare in una cucina professionale significa fare ciò che ti dicono gli altri, che ti piaccia o no, significa umiltà (e credere di averne tanta è fin troppo facile!!), significa pensare di saper fare qualcosa e venire smentiti subito dopo, significa accettare critiche e ricominciare sempre, da capo, senza arrendersi mai. Significa sacrificio.
Però, allo stesso tempo, non rinuncerei mai a quel sacrificio.
E qui sta il punto. In questo mese di lavoro ho sbagliato (a volte nella pratica, a volte nell'atteggiamento)   ma non ho mai pensato che sarebbe stata "troppo dura" per andare avanti o che sarebbe stato più facile rinunciare.
La strada per inseguire i propri sogni è ripida sopratutto all'inizio ed io ora mi sento come Dante nel Paradiso Terreste: la vera e propria "scalata" non è ancora iniziata ma ho sicuramente già compiuto il primo passo.
Nel frattempo, come vi avevo già anticipato, sfrutto i giorni liberi per continuare a sperimentare a casa ed uno dei miei ultimi "esperimenti" ve lo propongo proprio oggi.
Personaggio principale di questo bel piatto: la triglia! Un pesce che non avevo mai considerato troppo ma che, una volta scoperto, dà grandissime soddisfazioni.
Poche spine, polpa soda e dolce ed un colore che parla da solo.
Tutte queste meravigliose caratteristiche insieme hanno contribuito a renderla un vero must nell'alta ristorazione: a partire da Massimo Bottura con la sua "Triglia alla livornese" (simbolo di Identità Golose 2015) fino ad un bellissimo piatto che ho visto proprio nella cucina del ristorante in cui lavoro.
Un piatto di cui non conosco la ricetta, né il sapore.. Non ho nemmeno provato a rifarlo, ma mi è bastato vederlo ed innamorarmi di quel rosa/rosso acceso per pensare "devo fare la triglia!".
Come? Lo vediamo subito!

Triglia farcita alla Mediterranea con purè all'aglio dolce e salsa di pomodoro.



Ingredienti per 6 persone:
6 triglie di scoglio
olive taggiasche
alici sott'olio
capperi sotto sale
1 kg di patate
1 testa d'aglio
6 cucchiai di passata di pomodoro 
sale q.b.
latte q.b.
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
2 noci di burro
olio e.v.o. q.b.

Come prima cosa occupatevi delle triglie: nel caso in cui non fossero già perfettamente pulite squamatele (le squame verranno via molto facilmente anche solo usando le mani), evisceratele ed asciugatele.
Con un coltello sfilettapesce dividete il pesce a metà (eliminando la colonna vertebrale con le relative spine) tenendolo però unito per la coda. In questo modo risulterà facile da farcire e manterrà anche la sua forma originaria.
Preparate il ripieno: in un mixer tritate le olive taggiasche private del nocciolo, i capperi sotto sale ben sciacquati sotto acqua fredda, le alici, un po' d'olio delicato e un goccio d'acqua. Otterrete un composto piuttosto sapido, tenete presente che è una farcia quindi deve risultare un filo più salata del normale, nel caso lo trovaste troppo forte allungatelo ancora con un po' d'acqua.
Ora potete passare al purè, ci tengo a specificare che in questo caso l'aglio è "dolce" non perché fatto bollire più volte nel latte ma perché viene cotto lungamente nel forno, questo rende il sapore meno forte e pungente riducendo l'aglio in una saporita purea.
Prendete dunque la testa d'aglio intera e mettetela in forno a 140/150 gradi per un'oretta.
Fate cuocere le patate (facendo attenzione che siano tutte della stessa grandezza) in pentola a pressione fino a che non risulteranno morbide.
Eliminate la buccia e schiacciate le patate con uno schiacciapatate, ponete su fuoco basso, mescolate con una frusta e iniziate ad aggiungere il latte ben caldo, procedete poco alla volta in modo da ottenere un composto cremoso ma non troppo liquido.
Tirate fuori l'aglio dal forno e schiacciate gli spicchi, la purea d'aglio uscirà facilmente.
Mantecate il purè con il parmigiano, il burro e l'aglio, girate bene e lasciate riposare con il coperchio per qualche minuto.
Intanto scaldate in un pentolino la passata di pomodoro (se dovete comprarla io vi consiglio la Mutti, a mio parere la migliore) e poi tenete in caldo.
Farcite le triglie con il ripieno (senza esagerare), richiudetele bene, condite con un filo d'olio e infornate a 180 gradi ventilato per 2/3 minuti.
Siete pronti per impiattare: fate una striscia di pomodoro sul piatto con un cucchiaio, ponete a un'estremità della striscia il purè all'aglio e dall'altra la triglia appena sfornata.
Servite subito.




Perdonatemi la foto non bellissime ma ho preparato questo piatto per una cena e la luce non era delle più favorevoli.

Buon inizio di settimana,
Valerie :)

giovedì 9 ottobre 2014

Sogliola ripiena e branzino autunnale al forno.

Dopo tanti giorni in cui iniziavo a scrivere e poi, puntualmente, rimandavo, oggi riesco a trovare un attimo di calma e respiro.
Ad essere onesti dovrei ancora leggermi come dividere un pollo in settimi ed in ottavi in previsione della lezione di oggi ma non posso ritardare ancora questo post.
Per molti motivi. Il primo è che dopo più di una settimana senza postare questa pagina bianca, pronta da riempire, mi manca tantissimo. Il secondo è che il mio blog ha finalmente cambiato veste e devo per forza inaugurarla (mi aspetto di sapere cosa ne pensate!!).
Il terzo è che finalmente posso mettere in pratica qualcosina di ciò che ho imparato alla scuola, per quanto riguarda tagli e "sfilettamenti".
Eh si, il piatto che vedrete oggi è stato creato ad hoc per potermi esercitare con ciò che stiamo imparando a lezione.
Voi, ovviamente, non avete alcun obbligo in merito allo sfilettamento del pesce (che vi può tranquillamente fare il pescivendolo) o a dei perfetti cubetti di verdura.
Ma, ahimè, mi tocca.
Il risultato è davvero, davvero carino e il sapore delicato rispetta a pieno le carni tenere di sogliola e branzino.
Il piatto, in famiglia, è piaciuto moltissimo e spero che non deluderà neanche voi :)
Per ultimo, ma non ultimo, desidero ringraziare tantissimo Kristine che mi aiutato molto nel rimodernamento del blog.

Sogliola ripiena e branzino autunnale al forno.



Ingredienti per 6 persone:

3 branzini (o 6 filetti di branzino)
3 sogliole (o 12 filetti di sogliola)
6 patate medie
1 carota
1 zucchina 
60 gr di burro
1 mazzo di prezzemolo
5 funghi porcini rossi
250 gr di piselli surgelati
1 scalogno
sale q.b.
pepe q.b.
olio e.v.o. q.b.

Sogliola ripiena.
Se non partite dai filetti già pronti per prima eviscerate la sogliola, privatela della pelle e sfilettatela.
Dovrete così ottenere 4 filetti per ogni pesce che porrete in frigo coperti da carta bagnata con acqua e sale.
Mettete a bollire 3 patate in acqua salata dopo averle sbucciate e cuocete fino a che non saranno morbide.
Prendete un'altra patata e dividetela a metà nel senso della larghezza, una metà la ridurrete in cubetti e l'altra in fili molto sottili (potete anche utilizzare una grattugia).
Fate sciogliere il burro in un pentolino ed unitevi un trito fine di prezzemolo.
Tagliate a cubetti anche la carota e la zucchina.
In una padella ponete un filo d'olio e fate saltare per 3/4 minuti i cubetti di verdura che dovranno rimanere croccanti.
Tritate lo scalogno e ponetelo a stufare in una casseruola con un po' d'olio, unite i piselli, fate cuocere brevemente e poi aggiungete acqua in modo che i piselli non siano completamente coperti. Portate a cottura, salate, pepate e frullate con l'aiuto di un minipimer ad immersione.
Quando le patate bollite saranno pronte schiacciatele con uno schiacciapatate e unite il burro aromatizzato al prezzemolo. Mescolate bene fino ad ottenere un composto morbido.
Prendete ora i vostri filetti di sogliola e piegateli a metà creando come una tasca che farcirete con il composto di patate aiutandovi con una sac a poche.
Infornate la sogliola farcita a 160 gradi ventilato per 10/15 minuti, controllandola frequentemente.
Qualche minuto prima di sfornarla, friggete in olio di semi la julienne di patate che avevate preparato precedentemente. Scolate su carta assorbente e salate lievemente.
Siete pronti per impiattare: ponete due cucchiaiate di crema di piselli sul piatto e disponetela a cerchio, ponete sopra due filetti di sogliola ripiena, cospargete con cubetti di verdura croccanti e, sopra il pesce, ponete un po' di julienne di patata fritta.



Branzino autunnale.
Se disponete di branzini ancora interi la prima cosa da fare è eliminare le pinne, squamarli, eviscerarli, sfilettarli e togliergli la pelle,
Quando avrete i vostri filetti pronti poneteli in frigo coperti da carta bagnata con acqua e sale.
Prendete 2 patate, sbucciatele, tagliatele a metà per il senso della lunghezza e riducetele in fettine sottili.
Pulite i porcini eliminando tutta la terra e tagliate anch'essi a lamelle sottili.
Ungete una padella con un filo d'olio e fateci saltare le patate fino a che non saranno al dente (cuoceranno poi in forno), salatele e cospargetele di prezzemolo tritato.
Nella stessa padella scottate le lamelle di fungo per qualche minuto e tenetele da parte.
Su una placca forno coperta da carta forno ponete i filetti di branzino, salateli leggermente e ricopriteli con patate e funghi alternati ordinatamente. Ungete con un filo d'olio e infornate a 170 gradi ventilato per 15/20 minuti,
Sfornate e servite subito.



Potete scegliere se preparare questi due piatti e servirli insieme, come ho fatto io, oppure cucinarne uno solo ed abbinarlo con un buon contorno, in ogni caso, fatemi sapere! :)

Buon appetito,
Valerie :)

mercoledì 30 luglio 2014

Insalata francese con chèvre chaud.

Welcome back to Italy!
Eccomi di nuovo qua, in un Italia che somiglia più all'Inghilterra per via dei grossi nuvoloni neri che riempono il suo cielo.
Dopo dieci giorni in Spagna tra sole e bagni in mare ieri sono atterrata a Torino, con un ritardo di circa sette ore, e la prima cosa che ho dovuto fare è stato infilarmi la giacca per ripararmi dal vento.
Però, malgrado il tempo e malgrado la nostalgia che accompagna ogni ritorno, sono contenta di essere di nuovo a casa.
Specie perché non ci resterò a lungo e ho ancora tante, tante cose da fare prima di ripartire.
Stamattina, facendo colazione, mi sono davvero resa conto di quanto mi mancassero la mia cucina e le mie padelle: di quanto mi mancasse cucinare.
Motivo per cui passerò questi dieci giorni prima di una nuova partenza a spadellare a più non posso e, ovviamente, a fotografare e postare tutto.
Purtroppo in Spagna non avevo con me la macchina fotografica ma i luoghi che ho visto si sarebbero meritati le migliori fotografie.
A Barcellona ero stata da poco ma, come immaginavo, è una città che non delude mai e di cui è impossibile stancarsi. Girando per strade che, quest'anno, ho percorso più volte mi sentivo un po' a casa, quasi come se fosse completamente normale passeggiare sulla Rambla o girare un angolo e "incontrare" Casa Battlò.
Valencia, invece, non l'avevo mai vista e ne sono rimasta piacevolmente colpita: è una metropoli che offre tutto ciò che si possa desiderare ma che conserva comunque la calma di una piccola città.
Ora posso dire di comprendere davvero molte delle persone che scelgono Valencia per trasferirsi e lavorare!
Potrei parlare per ore di questo viaggio e di quanta magia porti con sé la Spagna ma, onde evitare di scrivere un post chilometrico, mi obbligherò a tagliare e passare alla cucina.
Aspettando il momento giusto per provare qualche delizia spagnola, ci spostiamo velocemente di nazione per passare alla Francia.
Stamattina, infatti, provavo il forte desiderio di prepararmi una buona insalata per pranzo; potevo non scegliere la salade avec le chèvre chaud?

Insalata francese con chèvre chaud.



Ingredienti per 4 persone:

250 gr di insalata mista
1 baguette
1 focaccia integrale
20 gherigli di noce
230 gr di formaggio di chèvre
olio e.v.o. q.b.
2 cucchiai di aceto balsamico
sale q.b.

Per ottenere una buona insalata di chèvre bisogna per prima cosa avere tutti gli ingredienti pronti, in quanto quasi tutto va fatto all'ultimo.
Affettate a cubetti regolari la focaccia (se fatta in casa ancora meglio!), affettate la baguette ottenendo otto fette di spessore medio e anche il formaggio di capra (se trovate quello che si taglia a rondelle ancora meglio, se no otterrete delle fette più grosse che potrete tagliare a metà).
Lavate l'insalata delicatamente facendo attenzione a non rovinarla e ponetela già nei piatti, la condirete all'ultimo.
In una padella antiaderente senza grassi ponete i cubetti di focaccia e fateli andare a fiamma media fino a che non saranno caldi e croccanti.
In un'altra padella scaldate due cucchiai di olio e fateci abbrustolire il pane finché non risulterà ben dorato.
Una volta pronto mettetelo in un piatto e, nella stessa padella, senza riaccendere il fuoco, mettete il formaggio di capra tenendolo pochi secondi per lato, basterà a farlo sciogliere.
Toglietelo dalla padella e ponetelo sui crostini.
Per ultima cosa preparate la vinaigrette mischiando due cucchiai d'olio, due di aceto e un pizzico di sale.
Aggiungete all'insalata le noci, i crostini di focaccia e il formaggio di capra: condite il tutto con la vinaigrette e, se serve, aggiustate ancora di sale. Servite subito.




Per ottenere un risultato perfetto fate cadere qualche goccia di aceto balsamico direttamente sul formaggio di capra: ne esalterà il sapore!
I crostini di focaccia integrale rendono quest'insalata ancora più golosa e croccante e, ovviamente, l'ideale è farla in casa, per questo motivo arriverà presto sul blog ;)




Buon appetito!
Valerie :)

domenica 6 luglio 2014

Polpettine di pollo alla paprika su couscous agrodolce.

Finalmente lo posso dire: libera!
Eh si, libera lo sono già da un po' effettivamente ma questi cinque giorni sono passati così in fretta che non ho avuto tempo nemmeno di rendermi conto di come tutto fosse finito.
Non credo di averlo realizzato ancora adesso anche perché la sensazione di libertà che sto provando è davvero difficile da spiegare.
D'altronde si sa che l'estate della maturità è un'estate atipica e unica: niente compiti da fare e, sopratutto, niente scuola da iniziare a Settembre.
Poco importa se inizieranno altre "scuole", il cambiamento è in arrivo e risulta impossibile non esserne entusiasti!
Anche se, ormai, la maturità mi sembra lontana anni luce, ieri ho ricevuto i risultati e sono stata soddisfatta poiché era esattamente il voto che mi aspettavo e, cosa per me ancora più importante, mi hanno dato un buon punteggio d'orale, segno (tra le altre cose) che la tesina è piaciuta come speravo!
Dall'esatto momento in cui sono uscita da quella porta ho capito che avrei dovuto rifarmi del tempo passato in casa e studiare e così sono uscita, uscita, uscita, tanto che mi risulta difficile ricordare tutto quello che ho fatto.
Da oggi ricomincerò anche ufficialmente a cucinare e le mie mani non riescono a stare ferme al solo pensiero.
In questi giorni, infatti, ero da sola a casa e, non so se la pensate come me, ma cucinare per se stessi non dà le stesse sensazioni e soddisfazioni che dà cucinare per gli altri.
Avrei così tante cose da dire che potrei scrivere per ore ma, avendo pietà di voi lettori, qui mi fermo, ricordando a me stessa che tanto "ora è estate e di tempo ce n'è".
Prima di passare alla ricetta ringrazio tantissimo tutte le persone che hanno commentato il mio post precedente dandomi man forte per la maturità, mi ha fatto molto, molto piacere :)

Polpettine di pollo alla paprika su couscous agrodolce.


Ingredienti per 4 persone:

500 gr di di carne macinata di pollo
3 fette di pane morbido
2 cipollotti
1 uovo
300 gr di couscous
300 gr di pomodorini ciliegino
50 gr di uvetta
1 bicchiere di vino bianco
1 mazzolino di prezzemolo
3 cucchiai di farina
3 cucchiai di pangrattato
3 cucchiai di paprika dolce
olio e.v.o. q.b.
sale e pepe q.b.

Mettete le tre fette di pane morbido in una tazza con un po' di latte, dovrà ammorbidirsi.
Mettete l'uva passa in una tazza piena d'acqua tiepida e lasciatela in ammollo.
In un recipiente ponete la carne macinata, l'uovo, il pane ben strizzato dal latte, i cipollotti tritati finemente (aiutatevi con una mezzaluna), 1 cucchiaio di paprika dolce, il prezzemolo tritato, il sale e il pepe.
Amalgamate il tutto aiutandovi con le mani e, se il composto dovesse risultare troppo morbido, aggiungete due cucchiai di pangrattato.
In un piatto ponete la farina, il pangrattato e la paprika rimanente, mescolate.
Formate tante polpette (devono essere piuttosto piccole) e passatele in questo mix.
Ponete 3/4 cucchiai d'olio in una padella e friggeteci le polpettine, dopo due minuti innaffiatele con un bicchiere di vino bianco.
Quando saranno ben rosolate (circa 5/8 minuti) giratele e fatele dorare anche dall'altro lato.
Scolatele su carta assorbente e salatele leggermente.
Nel frattempo portate a bollore 320 ml di acqua, quando starà bollendo spegnetela, aggiungete due cucchiai d'olio e due pizzichi di sale, dopodiché versatela sopra il couscous (che avrete posto in una ciotola piuttosto capiente) e coprite con un coperchio dello stesso diamentro.
Aspettate 5 minuti, poi scopritelo e sgranatelo con una forchetta.
Tagliate i pomodorini in 4 e conditeli con olio e sale. Lasciateli macerare per una decina di minuti, anche un quarto d'ora.
Ora siete pronti per assemblare! Condite il couscous con i pomodorini e l'uvetta ben strizzata e asciugata.
Assaggiate e regolate di olio e sale.
Infilate 3/4 polpette su uno stecco in legno da spiedino e ponetene altre direttamente sul couscous.



Servite il tutto caldo ma non bollente, andrà benissimo anche tiepido.
Le polpette vanno mangiate rigorosamente insieme al couscous e, visto che quest'ultimo non è particolarmente condito, se ne avanzate ricordatevi di passarlo con un filo d'olio prima di scaldarlo, onde evitare che si secchi troppo.
Mangiando questo piatto ho pensato che non sarebbe una cattiva idea accompagnarlo con una salsa allo yogurt e credo che la aggiungerò la prossima volta, se provate...ditemelo! :)


Buon appetito e buona Domenica,

Valerie :)

mercoledì 21 maggio 2014

Polpo alla galiziana.

Dopo più di una settimana rieccomi su queste pagine!
Il periodo felice in cui riuscivo a postare due volte a settimana è definitivamente naufragato nel "dolce" mar della maturità.
Manca meno di un mese e, credetemi, si sente.
Si sente quella strana atmosfera mai respirata prima: un misto di stanchezza e felicità, il pensiero che fugge da "non ce la posso fare" a "dai che è l'ultimo sforzo".
Quello che viene dopo è visto come il paradiso: l'estate, l'abbandono, il festeggiamento.
Quello che verrà ancora dopo è visto come una meta ignota per la quale si ha troppa voglia di partire.
Per questo dico che, malgrado lo studio, i mal di testa, le rinunce, questo periodo è così speciale. Perché non tornerà più.
Alle volte mi fermo un attimo e penso che questo è l'esatto attimo in cui tutto è contemporaneamente vicino e lontano: vicino visto che manca poco, pochissimo, lontano perché la strada per arrivarci non sarà per niente facile.
In mezzo a tutto ciò un po' di cose sono successe: ho finalmente preso la patente, ho dovuto appendere il grembiule per qualche tempo e selezionare i piatti che desideravo fare visto che il tempo per provarli tutti non c'era più.
Cucinare tutti i giorni, leggere nuove ricette, nuovi libri è la cosa di cui sento più la mancanza ma mi conforta pensare che, presto, avrò tempo per rimediare.
Una delle ricette su cui mi sono concentrata è proprio quella che vi sto per proporre: un piatto spagnolo, spesso servito come tapas (io ne ho fatto un secondo) e che mi è rimasto impresso nella mente per il suo gusto acceso.

Polpo alla galiziana.


Ingredienti per 4 persone:
650 gr di patate
1 polpo da 1 chilo
un mazzolino di prezzemolo
2 scalogni
paprika dolce un polvere q.b.
peperoncino in polvere q.b.
sale q.b.
olio evo q.b.

Questa ricetta è facilissima ma vi darà molte soddisfazioni!
Per prima cosa mettete sul fuoco una pentola d'acqua molto capiente e fatela arrivare a bollore con dentro i due scalogni sbucciati.

Una volta che l'acqua starà bollendo salatela e immergeteci il polpo (già pulito e già surgelato), immergetelo ed estraetelo dall'acqua per tre volte così i tentacoli si arricceranno.
Lasciate bollire coperto a fuoco basso per un'ora. Per verificare la cottura basterà infilzare il polpo con una forchetta nel "collo" (la parte tra la testa e i tentacoli), questa parte è la più dura e quindi quella che diventerà tenera più tardi.
Nel frattempo sbucciate le patate e tagliateli a tocchi di medie dimensioni (devono poter essere mangiati in una forchettata).
Quando il polpo sarà pronto tiratelo fuori dall'acqua e ponetelo in un recipiente dove metterete anche un po' della sua acqua di cottura (così freddandosi rimarrà  tenero).
Il resto dell'acqua riportatelo a bollore e cuoceteci le patate: dovranno essere tenere ma non troppo morbide.
Quando anch'esse saranno pronte scolatele e ponetele in un recipiente.
Tagliate il polpo a rondelle non troppo sottili e aggiungetele alle patate.
Tritate abbondante prezzemolo e aggiungete anche questo.
Condite con un filo d'olio, ancora sale se serve e poi passate al peperoncino ed alla paprika.
Siate più generosi con la paprika dolce e più parsimoniosi con il peperoncino: un pizzico in più potrebbe rovinare tutto!
Proseguite quindi gradualmente fino ad ottenere la piccantezza desiderata.
Lasciate riposare per una mezz'ora e poi impiattate (io ho usato un coppapasta rotondo).
Io l'ho accompagnato con un'insalata di piattoni e noci condita con olio, sale e aceto balsamico.



Il piatto come vedete è molto semplice, il segreto sta nel mix di spezie usate :)
Potete anche eliminare il peperoncino ed optare per una paprika piccante (che però tanto piccante non è): il piatto rimarrà comunque delizioso!
Scegliete il vostro mix e gustatevi questo piatto :)


Buon appetito,
Valerie :)

domenica 20 aprile 2014

Rana pescatrice con doppia panatura e purè di patate.

Buona Pasqua a tutti voi cari lettori :)
Spero che oggi abbiate passato una bella giornata in compagnia dei vostri familiari e che abbiate mangiato davvero bene, sia che foste al ristorante sia che foste a casa.
Perché in fondo a Pasqua festeggiare e pasteggiare vanno di pari passo.
Se ci pensate bene, a differenza del Natale, a Pasqua il dono più gradito è un bell'uovo di cioccolato che accompagna il dolce del menù rendendo felice tutti i bambini (e anche gli adulti, non nascondiamolo :P ).
In questo giorno tutto gira intorno al cibo e alla convivialità e il pranzo rappresenta il fulcro della giornata.
Dico tutto ciò perché mi sarebbe davvero piaciuto creare dei piatti per quest'occasione per poi proporveli ma, tra mille cose, non sono riuscita a provarli, e ho potuto metterli in pratica per la prima volta proprio oggi.
Per questo giorno così speciale ho deciso di puntare sul pesce (scelta un po' alternativa), così mi risulterà anche più facile farvi delle proposte che potrete rifare in ogni occasione :)
Il pranzo, malgrado l'effetto sorpresa, è venuto davvero bene e ha soddisfatto tutta la famiglia ma sopratutto me che sono stata orgogliosa della gestione del "servizio".
D'altronde penso che anche l'occhio voglia la sua parte e un buon impiattamento è motivo di orgoglio per ogni appassionato di cucina (e anche voi lo saprete bene :) ).
Oggi vi propongo il mio secondo pasquale, un piatto delicato ma che conquisterà gli amanti del pesce :)
La rana pescatrice è cotta al forno con due panure diverse: la prima con mandorle, scorza di limone, origano, rosmarino, erba cipollina e cumino, la seconda con mollica, concentrato di pomodoro e pecorino fresco.

Rana pescatrice con doppia panatura e purè di patate.

Ingredienti per 5 persone:
600 gr di rana pescatrice (coda di rospo)
60 gr di mandorle pelate e tostate
un cucchiaino di erba cipollina essiccata
un cucchiaino di origano essiccato
un cucchiaino di rosmarino essiccato
qualche seme di cumino
100 gr di mollica di pane
un cucchiaio e mezzo di concentrato di pomodoro
sale q.b.
olio q.b.
50 gr di pecorino fresco

Ingredienti per il purè:
700 gr di patate
200 ml di latte
1 etto di parmigiano
una noce di burro abbondante

Per prima cosa preparate le panure.
Per quella di mandorle ponete in un mixer le mandorle pelate e tostate con gli odori e due pizzichi di sale. Frullate fino ad ottenere una specie di farina (può essere anche un po' grossolana).
Per quella al pomodoro: ricavate da una pagnotta 100 gr di mollica (eliminate bene la crosta) e ponetela in un mixer con il concentrato di pomodoro e il pecorino grattugiato.
Frullate fino ad ottenere un composto rosso piuttosto bricioloso.
Mettete da parte le due panature.
In una pentola a pressione mettete a cuocere le patate con la buccia per circa 20/30 minuti, devono essere ben morbide.
Nel frattempo eliminate dalla coda di rospo l'osso centrale e tagliate la polpa in modo da ottenere dei bocconcini non troppo piccoli (dovrete ottenerne circa 12).
Metà dei bocconcini passateli nell'olio e poi nella panure di mandorle, sistemateli su una teglia foderata di carta forno.
L'altra metà passateli sempre nell'olio e poi ricopriteli con la panure al pomodoro (dovrete poggiarcela voi sopra poiché questa non aderirà perfettamente al pesce).
Salate il tutto leggermente e condite ancora con un filo d'olio.
Infornate a 190 gradi ventilato per 8 minuti.
Ultimate il purè: scolate le patate e sbucciatele subito, a caldo.
Passatele nello schiacciapatate e ponetele in una pentola capiente.
Accendete il fuoco, tenendolo piuttosto basso, e aggiungete man mano il latte caldo, avendo cura di incorporarlo bene.
Quando tutto il latte sarà incorporato e il vostro purè avrà la giusta consistenza spegnete il fuoco e mantecate con il parmigiano grattugiato e il burro.
Preparate ciascun piatto con due bocconcini di rana pescatrice (con le due diverse panature) e un po' di purè (io ho usato un coppapasta rotondo) e , come ultimo tocco, ponete sul purè un po' di panatura al pomodoro.


Buon appetito,
Valerie :)

mercoledì 5 marzo 2014

Cheeseburger homemade con sfoglie di patate.

È davvero passata una sola settimana dal mio ultimo post?
Mi sembra trascorso un mese, forse merito di questi sette giorni davvero pieni e divertenti.
Vi avevo già anticipato la scorsa volta che mi aspettava un periodo molto ricco, finalmente non di interrogazioni ma di attività come la cogestione e la gita.
Non so da quanto tempo la cogestione venga organizzata nelle scuole e non so se tutti voi sanno di cosa stia parlando: si tratta di tre giorni (ma possono essere anche due) in cui gli studenti più grandi organizzano delle attività coinvolgendo tutti i più piccoli e, talvolta, anche i professori.
Senza dilungarmi troppo vi dirò che al mattino ci aspettano due ore di laboratori vari e poi due ore di film o conferenze su temi di attualità.
Ma vi chiederete voi: perché ci sta dicendo tutto ciò?
Il motivo è semplice: uno di questi laboratori è proprio cucina che, dall'anno scorso, gestisco io cucinando stuzzichini e dolcetti veloci per un piccolo "pubblico" di 15/20 studenti.
Ovviamente le attrezzature non sono quelle di un alberghiero quindi ci si aggiusta come si può: senza forno e senza frigo, magari con un fornelletto da campeggio.
Inutile dire che, per me, sia un grande divertimento.
Cercare di trasmettere almeno un po' della mia passione a ragazzi che, giustamente, sono lì quasi solo per mangiare è un tentativo tanto arduo quanto piacevole.
Non immaginatevi niente di troppo serio: in questo "laboratorio" (un'aula un po' stravolta tra carta forno e coltelli di plastica) si cucinano mousse, uova ripiene e piccoli finger food, il tutto cercando di coinvolgere il più possibile i miei compagni.
Alla fine tutti si portano via la loro vaschetta di alluminio con tanti piccoli assaggi e lasciano un messaggio su una nuvola di carta che rimane il ricordo del nostro laboratorio.
Potete quindi ben capire che gli ultimi giorni siano trascorsi tra prove e cambiamenti oltre che tra bugie e ravioli dolci di Carnevale (non riesco proprio a postare tutto!) e così ho rinviato sempre di più la scrittura del mio post.
Ma stasera, malgrado le nove uova che stanno bollendo di là per la "lezione" di domani, dovevo proprio postare.
Vi propongo la mia ricetta di stasera e, credetemi, capirete subito perché mi sento ancora piena di energia.

Cheeseburger homemade con sfoglie di patate.



Ingredienti per 4 persone:

400 gr di manzo tritata 
100 gr di salsiccia 
4 Sottilette (o edamer a fette)
6 patate grosse
1 pomodoro rosso
qualche foglia di insalata
2 rametti di rosmarino
maionese q.b.
olio q.b.
4 panini da hamburger
1 cucchiaio di salsa barbecue
1 scalogno
sale e pepe q.b.

Questo hamburger è tanto delizioso quanto veloce. Partite dalle patate: lavatele, sbucciatele e tagliatele a fette molto sottili (intorno ai 3 mm), man mano che le tagliate disponetele su due leccarde da forno coperte di carta forno, fate attenzione a non accavallarle troppo.
Ungetele con un filo d'olio, salate, pepate leggermente e distribuite qualche ago di rosmarino.
Infornate a 180 gradi per 20 minuti.
Passate all'hamburger: tritate finemente lo scalogno e fatelo soffriggere dolcemente in un cucchiaio d'olio.
Ponete in una ciotola la carne trita con la salsiccia (io me la faccio già tritare insieme alla carne dal macellaio, se voi le avete separate amalgamatele bene con una forchetta dopo averla spellata) e aggiungete lo scalogno e la salsa barbecue.
Aggiungete un pizzico di sale e girate bene. Quando tutto sarà amalgamato formate 4 hamburger circolari non troppo spessi.
Tagliate a fettine sottili il pomodoro dopo averlo lavato e lavate anche le foglie di insalata.
Tagliate a metà i panini da hamburger e preparate due padelle antiaderenti.
In una versateci un goccio d'olio che passerete con lo scottex per ungere tutta la padella, nell'altra versate due cucchiai d'olio.
Nella prima, dopo averla fatta ben scaldare, ponete le fette di pane a tostare (seguitele bene che bruciano in frettissimissima!).
Nell'altra mettete gli hamburger e fateli cuocere circa 4 minuti per lato.
Quando mancherà un minuto alla fine della cottura adagiateci una fetta di formaggio e coprite con il coperchio: si scioglierà subito.
Assemblate il panino: spalmate una fetta di pane con la maionese, poneteci l'hamburger e sopra mettete una rondella di pomodoro, una foglia di insalata e due o tre sfoglie di patate, coprite con l'altra fetta di pane.
Infilzate il panino con uno stecco e servitelo con le sfoglie di patate croccanti e la maionese.


Ovviamente io vi consiglio di farvi una buona maionese casalinga: come? Presto la ricetta ;)

Buon hamburger!
Valerie :)

mercoledì 26 febbraio 2014

Gateau di patate, semplicissimo.

Oggi pioggia, di nuovo.
Scrosciante e fastidiosa, ancor più fastidiosa se avevi programmato una bella passeggiata per il pomeriggio.
Battuto il vero nemico, ovvero la pigrizia, la giornata è migliorata: tra un caffè e due chiacchiere madre-figlia il tempo è passato davvero in fretta.
Ricordate la mia battaglia salvatempo?
Fortunatamente sta riuscendo e ora posso davvero a calarmi nel mio 2014.
Complice di questo miglioramento d'umore è il fatto che da oggi sono quasi in vacanza: mi aspetta un periodo poco impegnativo scolasticamente parlando ma anche un po' triste..
Le settimane che seguiranno porteranno la mia ultima cogestione (non so se l'avete mai fatta nella vostra scuola: tre giorni di laboratori, conferenze e niente lezioni) e la mia ultima gita.
Direte voi: perché mai lo definisco un triste periodo?
Ovviamente non per le attività in sé, che trovo meravigliose, ma quella parolina che segna la fine, che chiude un cerchio.
Non fraintendete, sono felicissima di uscire dal liceo e di finire questo mio percorso di studi ma so anche che alcune cose non torneranno più, motivo per cui ho intenzione di godermele a pieno.
Ma sto divagando.. Tornando alla cucina e al mio "intenso" pomeriggio, tra una chiacchiera e un caffè ho anche trovato il modo di finire le patate che avevo in casa prima che diventassero vecchie (vorremo mai sprecare delle patate??) preparando un delizioso gateau.
Io adoro questo piatto: le patate si sciolgono in bocca, il formaggio si amalgama perfettamente all'impasto reso morbido dalle uova...
Lo preparo spesso ma non l'ho mai pubblicato, oggi ve lo propongo con speck e gorgonzola, un po' diverso dal solito mozzarella e prosciutto (seppur buonissimo!) ma la base è sempre quella quindi... sbizzarritevi!

Gateau di patate con gorgonzola e speck.

Ingredienti per una tortiera di 26 cm:
1 chilo e mezzo di patate gialle
tre cucchiai e mezzo di parmigiano
un etto e mezzo di gorgonzola
un etto e mezzo di speck (a fette)
2 uova
sale e pepe q.b.
un pizzico di noce moscata
pangrattato q.b.
burro q.b.

Per prima cosa preparate le patate: sceglietele tutte più o meno della stessa grandezza e cuocetele 20 minuti in pentola a pressione con la buccia e una manciata di sale grosso (il tempo è indicato per patate di media grandezza).
Una volta pronte scolatele, sbucciatele e schiacciatele con uno schiacciapatate.
Tagliate lo speck a listarelle e il gorgonzola e cubetti. Mettete le patate schiacciate in una ciotola capiente e unite lo speck, il gorgonzola, il parmigiano grattugiato e la noce moscata, girate bene.
Unite infine le uova e regolate bene di sale e pepe, amalgamate il tutto con un mestolo di legno.
Imburrate una teglia e cospargetela di pangrattato, metteteci il composto e livellatelo.
Spolverizzatelo con pangrattato, il poco parmigiano rimasto e qualche fiocchetto di burro.
Infornate a 180 gradi per i primi 15 minuti, poi alzate a 200 gradi per i seguenti 15.
Gli ultimi due minuti accendete il grill per dorarlo bene in superficie.
Sfornatelo, lasciatelo raffreddare 10/15 minuti e servitelo a fette con un'insalatina di stagione.



Buon appetito,
Valerie :)