Preparatevi adesso.
Preparatevi perché questo sarà un post pieno zeppo di foto, fatte e postate per raccontarvi di esperienze di cui ho già parlato precedentemente.
La ricetta sarà una sola (anche se, per quanto ho cucinato in questo periodo, ne vorrei proporre mille) e avrà un ottimo sapore greco.
Infatti il motivo per cui sono sparita per due settimane è definibile come una concatenazione di eventi: prima la cogestione e poi la gita scolastica in Grecia.
Come si suol dire in questi casi : "bella la vita". Ed effettivamente è stata bella davvero. Per tutto.
Prima la cogestione e il laboratorio di cucina di cui vi ho ampiamente parlato nel post precedente, motivo per cui non ci tornerò ma mi limiterò a condividere con voi qualche scatto, momenti che sono stati perfettamente immortalati da un'amica con la passione della fotografia.
Credetemi, cercare di scavare un pomodorino con un cucchiaio di plastica non è affatto facile!
I piatti sono stati semplici ma pieni di gusto come delle uova alla diavola o dei pomodorini ripieni di formaggio con crema di rucola (molto più lungo da dire che da fare)!
Ciò che vedete fotografato è stato interamente preparato dai ragazzi del laboratorio che sono stati davvero bravissimi ;)
Mentre parlavo a questi ragazzi di tecniche, trucchetti e scappatoie per cucinare il meglio possibile mi sentivo un po' una piccola Benedetta Parodi e, fosse stato per me, avrei continuato per tutta la settimana, malgrado le borse cariche di cibo e le pentole sporche da riportare a casa.
Ma si sa, niente dura per sempre e, mentre vi scrivo, anche la gita è solo più un ricordo.
Un ricordo felice che mi accompagnerà per tutta la vita.
D'altronde, come si può dimenticare l'ultima gita?
Potrei parlare per ore dell'acropoli di Atene, del teatro di Epidauro, del ginnasio di Micene, della natura meravigliosa che caratterizza il territorio greco ma non basterebbe un solo post per farlo.
E, probabilmente, non basterà: tenetevi pronti per altri aneddoti e, chissà, magari altre foto.
Ciò che posso dire senza sbrodolarmi è che la Grecia è un paese davvero meraviglioso: l'interno è tutt'altra cosa rispetto alle isole, la natura è incredibilmente verdeggiante e sconfinata visto che le grandi città sono poche ed il territorio è lasciato principalmente libero dalla mano dell'uomo.
Una cosa che si nota subito è come la crisi si senta forte in tutte le città, specialmente Atene che ne è davvero devastata.
Molti edifici sono lasciati a loro stessi e non è raro vedere muri imbrattati pesantemente o ubriachi camminare per le vie del centro già alle undici di sera.
Per tutto quello che ho visto e vissuto, per tutti i siti archeologici che ho ammirato, per tutti i piatti meravigliosi che ho assaggiato, per tutte le persone che, malgrado tutto, mi hanno sempre sorriso, spero davvero che questo Paese possa presto rimettersi in piedi.
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| Il sito archeologico di Epidauro |
Il mio omaggio a questa terrà sta nel proporvi un piatto simbolo della Grecia : la moussaka.
Non so quanti di voi abbiano già avuto la fortuna di assaggiarla ma provatela una volta e non la lascerete più: diventerà una valida alternativa alla classica (ma buonissima) parmigiana di melanzane.
Moussaka
Ingredienti per 8 persone:
1 kg di melanzane
500 gr di patate
500 gr di carne di agnello macinata
500 gr di carne suina macinata
2 scalogni
olio e.v.o. q.b.
olio di semi q.b.
1/2 cucchiaino di cannella
1 bicchiere di vino rosso
100 gr di pecorino grattugiato
150 gr di parmigiano grattugiato
5 pomodori ramati
1 litro di latte
100 gr di burro
100 gr di farina
un pizzico di noce moscata
sale e pepe q.b.
Per prima cosa occupatevi delle melanzane: tagliatele a fettine di circa 5 mm e ponetele a scolare in uno scolapasta alternandole con del sale grosso, dopodiché coprite tutto con un piatto con sopra un peso che schiacci le melanzane.
Lasciate così per almeno un'ora: servirà ad espellere l'acqua di vegetazione.
Preparate ora il ragù: tritate finemente i due scalogni e poneteli a dorare in una padella con tre cucchiai d'olio.
Quando lo scalogno sarà ben dorato aggiungete i due tipi di carne e fateli rosolare bene sgranandoli man mano con una forchetta in modo che l'insieme si sminuzzi e si amalgami.
Quando la carne sarà ben rosolata sfumate con il vino rosso e aggiungete i pomodori ramati dopo averli spelati e tagliati a cubetti (per spelarli potete sbollentarli 4 minuti in acqua calda).
Salate, pepate, aggiungete mezzo cucchiaino di cannella e lasciate sobbollire con coperchio a fuoco basso per circa 50 minuti.
Pelate le patate e tagliatele a fettine spesse 5 mm, fatele sbollentare in acqua calda per 3 minuti poi scolatele con un ragno facendo attenzione a non romperle.
Mettete anche le patate da parte e preparate la besciamella: in un pentolino mettete il latte a scaldare, dovrà sfiorare il bollore.
In un altro, più grosso, fate sciogliere il burro, aggiungete la farina e girate subito con vigore aiutandovi con una frusta. Fate ben attenzione a non aver lasciato grumi e, sempre mescolando, lasciate cuocere due minuti il vostro roux.
Aggiungete ora il latte caldo un po' alla volta mescolando sempre con forza per far addensare bene la salsa senza formare grumi. Una volta che il latte sarà terminato e la salsa ben addensata fate cuocere ancora qualche minuto (non smettete mai di mescolare con la frusta!), dopodiché spegnete e coprite con un coperchio o con della pellicola a contatto.
Ed ora l'ultima fase: la frittura!
Riempite una padella con abbondante olio di semi, fatelo diventare ben caldo e poi friggeteci le patate e le melanzane dopo averle sciacquate bene dal sale.
Man mano che andate avanti scolate le verdure su carta assorbente e copritele con altra carta assorbente.
Salatele leggermente.
Siete pronti per assemblare la moussaka!
Sul fondo della teglia disponete le fettine di patate, ricoprite con la metà delle melanzane fritte e poi con metà del ragù. Spolverizzate di formaggio (pecorino e parmigiano) e fate un ulteriore strato di melanzane e poi un altro di ragù.
Ricoprite la vostra moussaka con la besciamella (che a piacere potete mischiare a un po' di formaggio grattugiato) e livellatela bene con una spatola.
Spolverizzate ancora con del formaggio e infornate a 180 gradi statico per 40 minuti.
Una volta pronta fatela riposare un quarto d'ora / venti minuti prima di tagliarla e servirla.
Queste dosi sono piuttosto abbondanti: potete usare una pirofila molto grossa e alta oppure due più piccoline.
Malgrado io abbia appena cenato mi è già rivenuta fame postando questo piatto così goloso quindi meglio che io chiuda questo lungo post.
Voglio lasciarvi con una foto scattata al tramonto dal traghetto del ritorno, un modo perfetto per concludere.
Come ultima cosa voglio ringraziare di cuore l'
artefice delle foto di cogestione e gita Eleonora Olmo: un'amica, una fotografa appassionata e una compagna di viaggio.
Un abbraccio,
Valerie :)