Pensavo che non fossero in molti ad amare l'autunno, pensavo che molti prediligessero o l'estate o l'inverno, sarà che ho sempre avuto intorno persone che non amano particolarmente le mezze stagioni e che, specialmente, non sopportano l'autunno.
Io, invece, lo adoro e, girando per tanti blog, ho notato che sono un folto gruppo le estimatrici di questa stagione a mio parere stupenda, per me è un po' la preparazione all'inverno: il cambio dell'armadio, le giornate che iniziano ad accorciarsi, le foglie per terra, il forno sempre acceso..
Piccole cose che rendono questi mesi meravigliosi.
In realtà, se mi chiedessero di scegliere una stagione, farei una fatica enorme e non credo riuscirei a trovare risposta.
Adoro tutte le stagioni e il loro alternarsi, tutte hanno qualcosa di positivo e di negativo e, quando viene il momento di cambiare, mi sembra sempre quello giusto.
Ecco perché mal sopporto alcune di queste giornate e metà strada tra l'estate e l'autunno: dentro di me c'è già una gran voglia di maglioni e polenta e invece mi ritrovo con il tipico tempo portatore di raffreddore e con piatti che oscillano tra il caldo e il freddo.
Per fortuna (e mi scuso con tutti coloro che stanno ancora rimpiangendo l'estate) , con l'inizio di ottobre, l'estate sarà solo un ricordo e qualcosa su cui fantasticare pensando all'anno che verrà.
Dentro di me sento davvero una gran trepidazione, una voglia di continuare questo autunno sulla scia della mia fantastica estate, e mi godo a pieno questa grande felicità (si sa che la ruota gira sempre, no?).
Persino la scuola e l'affollarsi di impegni che stanno via via costruendo la mia nuova routine non mi dispiacciono e non mi pesano, almeno per il momento!
Ma ora parliamo di cibo, argomento sul quale sono sempre molto attiva!
Ieri, ignorando la dieta, mi sono data alla pazza gioia impastando (quanto tempo era che non impastavo!?) una meravigliosa focaccia alla genovese e cucinando delle golosissime orecchiette al sugo di noci.
Dopo essermi fatta una bella scorpacciata di quest'ultime, verso le 9 ho sfornato la mia focaccia: fragrante, morbida ed oleosa al punto giusto!
Insomma alle nove e un quarto eravamo tutti in cucina a mangiare focaccia calda appena sfornata quasi come se ci fossimo dimenticati di aver già fatto cena.
Così, prima che me ne accorgessi, la focaccia è stata decimata così come le mie speranze di farne una foto decente!
Ma non temente, visto il successo, la rifarò presto e riuscirò a proporvela!
Per il momento, godetevi questo sugo di noci squisito :)
Orecchiette al sugo di noci.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di orecchiette
150 gr di mascarpone molto morbido
160 gr di gherigli di noce
parmigiano reggiano 50/60 gr
sale e pepe q.b.
Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta come prima cosa.
Intanto sgusciate le noci e tritatele al coltello, in questo modo otterrete alcune parti molto fini e altre leggermente più grossolane (sarà una goduria sentirle sotto i denti).
Mescolate le noci al mascarpone e amalgamate bene, aggiungete due cucchiai di acqua di cottura e continuate a mescolare.
Grattugiate il parmigiano e aggiungetelo alla crema di mascarpone, amalgamate.
Salate e pepate a piacere.
Salate l'acqua della pasta e buttate le orecchiette, scolatele un minuto prima della fine della cottura e fatele saltare in padella con il sugo e, se necessario, un po' di acqua di cottura che avrete tenuto da parte.
Completate a piacere con ancora un poco di parmigiano e servite ben caldo!
A seconda della qualità di mascarpone che comprerete (che quindi potrà essere più o meno morbido) avrete bisogno di più o meno acqua di cottura per rendere il sugo liscio e vellutato, dosatevi voi tenendo conto che saltandola con la pasta tenderà a sciogliersi un poco :)
Buon appetito e buon inizio di autunno!
Valerie :)
venerdì 27 settembre 2013
lunedì 23 settembre 2013
Ciambella morbida di mele.
Un'altra settima è passata e oramai ci si sta davvero abituando alla routine "autunno-inverno" che, per me, è realmente iniziata stamattina con la prima interrogazione.
Certamente i ritmi non sono ancora serrati e il periodo da incubo,quello vicino alle pagelle (ovvero sotto Natale) è ancora distante.
Per fortuna, in mezzo a queste settimane impegnative, intercorrono i tanto amati weekend, delle vere e proprie oasi per tutti gli studenti e non solo!
Questo appena trascorso è stato particolarmente bello: archiviato quello di una settimana fa passato a letto con la febbre, l'ho trascorso con le mie più care amiche festeggiando il compleanno di due di loro!
In più, questo weekend ho avuto la casa libera e questo mi ha permesso di non dare molta importanza a dove posavo i vestiti o a lavare subito i piatti con il favoloso risultato che oggi ho dovuto passare il mio pomeriggio a pulire casa e riempire lavastoviglie!
Questo mi ha fatto riflettere su quanto non sia così male vivere con i genitori quando si ha diciotto anni :P
Visto che oramai il lavoro sporco andava fatto, mi sono chiesta perché non infornare anche una torta e cucinare un piatto per la sera?
Così sulla scia del "cosa ci vuole?" ho preparato un fantastico cous cous (alimento di cui vi parlerò presto visto che me ne sto letteralmente innamorando) e una torta morbida da colazione.
Oramai conoscete la mia passione per questo tipo di dolce e quanto ci tenga a iniziare bene la giornata quindi ho puntato su un grande classico che non passa mai di moda: la ciambella di mele ;)
Ciambella morbida di mele
Ingredienti:
300 gr di farina 00
2 uova
250 gr di zucchero bianco
4 mele
due cucchiaini di lievito
un pizzico di sale
250 gr di yogurt bianco
100 ml di olio evo
Iniziate la preparazione della vostra torta sbattendo le uova con lo zucchero, vi consiglio di aiutarvi con un frullino elettrico.
Aggiungete poi l'olio e lo yogurt e mescolate ancora.
Setacciate ora la farina mischiata con il lievito e il pizzico di sale.
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele in piccoli pezzi. Ponetele in una ciotola contente due cucchiai di farina e mescolate bene (in questo modo le mele non scenderanno tutte verso il fondo della torta durante la cottura).
Aggiungete le mele all'impasto e amalgamate.
Imburrate e infarinate uno stampo da ciambella, versateci il composto e livellatelo.
Infornate a 180 gradi (160 se ventilato) per 45 minuti.
Una volta sfornata fate il test dello stuzzicadente per verificare la cottura: deve risultare asciutto.
Spolverizzate abbondantemente di zucchero a velo e servite fredda o appena tiepida.
Una golosa alternativa più essere quella di aggiungere delle gocce di cioccolato all'interno dell'impasto: ricordatevi di "infarinare" anche quelle! :)
Buon appetito!
Valerie :)
Certamente i ritmi non sono ancora serrati e il periodo da incubo,quello vicino alle pagelle (ovvero sotto Natale) è ancora distante.
Per fortuna, in mezzo a queste settimane impegnative, intercorrono i tanto amati weekend, delle vere e proprie oasi per tutti gli studenti e non solo!
Questo appena trascorso è stato particolarmente bello: archiviato quello di una settimana fa passato a letto con la febbre, l'ho trascorso con le mie più care amiche festeggiando il compleanno di due di loro!
In più, questo weekend ho avuto la casa libera e questo mi ha permesso di non dare molta importanza a dove posavo i vestiti o a lavare subito i piatti con il favoloso risultato che oggi ho dovuto passare il mio pomeriggio a pulire casa e riempire lavastoviglie!
Questo mi ha fatto riflettere su quanto non sia così male vivere con i genitori quando si ha diciotto anni :P
Visto che oramai il lavoro sporco andava fatto, mi sono chiesta perché non infornare anche una torta e cucinare un piatto per la sera?
Così sulla scia del "cosa ci vuole?" ho preparato un fantastico cous cous (alimento di cui vi parlerò presto visto che me ne sto letteralmente innamorando) e una torta morbida da colazione.
Oramai conoscete la mia passione per questo tipo di dolce e quanto ci tenga a iniziare bene la giornata quindi ho puntato su un grande classico che non passa mai di moda: la ciambella di mele ;)
Ciambella morbida di mele
Ingredienti:
300 gr di farina 00
2 uova
250 gr di zucchero bianco
4 mele
due cucchiaini di lievito
un pizzico di sale
250 gr di yogurt bianco
100 ml di olio evo
Iniziate la preparazione della vostra torta sbattendo le uova con lo zucchero, vi consiglio di aiutarvi con un frullino elettrico.
Aggiungete poi l'olio e lo yogurt e mescolate ancora.
Setacciate ora la farina mischiata con il lievito e il pizzico di sale.
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele in piccoli pezzi. Ponetele in una ciotola contente due cucchiai di farina e mescolate bene (in questo modo le mele non scenderanno tutte verso il fondo della torta durante la cottura).
Aggiungete le mele all'impasto e amalgamate.
Imburrate e infarinate uno stampo da ciambella, versateci il composto e livellatelo.
Infornate a 180 gradi (160 se ventilato) per 45 minuti.
Una volta sfornata fate il test dello stuzzicadente per verificare la cottura: deve risultare asciutto.
Spolverizzate abbondantemente di zucchero a velo e servite fredda o appena tiepida.
Una golosa alternativa più essere quella di aggiungere delle gocce di cioccolato all'interno dell'impasto: ricordatevi di "infarinare" anche quelle! :)
Buon appetito!
Valerie :)
martedì 17 settembre 2013
Fusilli con crema di robiola e sugo di peperoni.
Ci sono davvero giornate che partono per il verso giusto, in cui ti sembra possibile fare qualsiasi cosa, tutto merito di una strana "energia" che abbiamo fin dal primo mattino.
C'è chi ha bisogno di un caffè per capire che tipo di giornata sarà o chi lo intuisce appena posa un piede fuori dal letto, come me.
Visto che questi giorni da superwoman non capitano sempre, cerco di sfruttarli al meglio, studiando, cucinando, uscendo, tutto ciò che riesco a fare prima che l'incredibile energia si esaurisca.
Beh, oggi è proprio uno di questi casi, fortunatamente per me!
Non chiedo di meglio che iniziare la settimana con un po' di brio (invece che con la classica voglia di dormire); così la mattina, per così dire, scolastica, è passata in un batti baleno e il mio pomeriggio, dapprima quasi libero, si è costellato di impegni.
Compra questo, studia quello, cucina quell'altro!
Probabilmente questa mia spensierata voglia di vivere proviene dal terribile weekend passato a letto davanti alla televisione: si, la scuola è iniziata da una settimana e io sono già riuscita ad ammalarmi.
Oggi, però, non voglio davvero parlare di malattie e dintorni, dedichiamoci piuttosto, alla cucina :)
Fusilli con crema di robiola e sugo di peperoni.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di fusilli
un peperone giallo
un peperone rosso
3 cipollotti
125 gr di robiola
prezzemolo
erba cipollina
uno spicchio d'aglio
la punta di un cucchiaino di peperoncino in polvere
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
Iniziate la preparazione di questo primo piatto pulendo i peperoni: lavateli sotto l'acqua corrente, apriteli ed eliminate i semini e i filamenti bianchi.
Tagliateli a cubetti e lasciateli da parte.
Spellate e tagliate a fettine sottili i cipollotti; dopodiché fate scaldare 3 cucchiai di olio in una padella e unite i peperoni e i cipollotti insieme a uno spicchio d'aglio in camicia.
Fate rosolare la verdura a fiamma media per 5 minuti poi salate, pepate, aggiungete il peperoncino e mezzo bicchiere d'acqua, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 20 minuti.
Nel frattempo tritate al coltello l'erba cipollina e il prezzemolo e uniteli alla robiola; con l'aiuto di un cucchiaio mescolate il tutto e aggiungete un cucchiaio d'olio abbondante, mescolate.
Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta e, appena sarà calda, prelevate tre cucchiai di acqua di cottura che aggiungerete alla robiola: otterrete una crema liscissima e semiliquida.
Scolate la pasta quando sarà ancora al dente e fatela saltare in padella con il sugo di peperoni, all'ultimo aggiungete anche la crema di robiola, mescolate bene e fate saltare ancora un minuto.
Servite subito :)
Buon appetito,
Valerie :)
C'è chi ha bisogno di un caffè per capire che tipo di giornata sarà o chi lo intuisce appena posa un piede fuori dal letto, come me.
Visto che questi giorni da superwoman non capitano sempre, cerco di sfruttarli al meglio, studiando, cucinando, uscendo, tutto ciò che riesco a fare prima che l'incredibile energia si esaurisca.
Beh, oggi è proprio uno di questi casi, fortunatamente per me!
Non chiedo di meglio che iniziare la settimana con un po' di brio (invece che con la classica voglia di dormire); così la mattina, per così dire, scolastica, è passata in un batti baleno e il mio pomeriggio, dapprima quasi libero, si è costellato di impegni.
Compra questo, studia quello, cucina quell'altro!
Probabilmente questa mia spensierata voglia di vivere proviene dal terribile weekend passato a letto davanti alla televisione: si, la scuola è iniziata da una settimana e io sono già riuscita ad ammalarmi.
Oggi, però, non voglio davvero parlare di malattie e dintorni, dedichiamoci piuttosto, alla cucina :)
Fusilli con crema di robiola e sugo di peperoni.
Ingredienti per 4 persone:
400 gr di fusilli
un peperone giallo
un peperone rosso
3 cipollotti
125 gr di robiola
prezzemolo
erba cipollina
uno spicchio d'aglio
la punta di un cucchiaino di peperoncino in polvere
olio evo q.b.
sale e pepe q.b.
Iniziate la preparazione di questo primo piatto pulendo i peperoni: lavateli sotto l'acqua corrente, apriteli ed eliminate i semini e i filamenti bianchi.
Tagliateli a cubetti e lasciateli da parte.
Spellate e tagliate a fettine sottili i cipollotti; dopodiché fate scaldare 3 cucchiai di olio in una padella e unite i peperoni e i cipollotti insieme a uno spicchio d'aglio in camicia.
Fate rosolare la verdura a fiamma media per 5 minuti poi salate, pepate, aggiungete il peperoncino e mezzo bicchiere d'acqua, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa 20 minuti.
Nel frattempo tritate al coltello l'erba cipollina e il prezzemolo e uniteli alla robiola; con l'aiuto di un cucchiaio mescolate il tutto e aggiungete un cucchiaio d'olio abbondante, mescolate.
Mettete sul fuoco l'acqua per la pasta e, appena sarà calda, prelevate tre cucchiai di acqua di cottura che aggiungerete alla robiola: otterrete una crema liscissima e semiliquida.
Scolate la pasta quando sarà ancora al dente e fatela saltare in padella con il sugo di peperoni, all'ultimo aggiungete anche la crema di robiola, mescolate bene e fate saltare ancora un minuto.
Servite subito :)
Buon appetito,
Valerie :)
martedì 10 settembre 2013
Torta soffice ricotta e cioccolato. E si torna con lo sprint giusto.
Vacanze definitivamente finite, oramai davanti a me si prospetta solo un nuovo anno (se intendiamo scolastico, già cominciato!) decisamente impegnativo.
Ieri, infatti, è iniziata la scuola, il mio primo ultimo giorno di scuola.
L'ultimo settembre in cui mi capiterà di varcare il pesante portone in legno del mio liceo: stessa classe, quasi stessi insegnanti, stessi compagni e una nuova consapevolezza che si erige in ognuno di noi.
Quella di essere i più grandi, di sapere bene cosa ci attende a inizio estate (non fatemela nemmeno nominare!) e cosa accadrà dopo.
Sarebbe più giusto dire che sappiamo teoricamente cosa ci aspetterà dopo perché, l'amara verità, è che ci lanceremo tutti in un mare sconosciuto con ben poca esperienza sulle nostre spalle.
Ma, prima di ritrovarci qui a parlare di scelte future, dovranno passare ancora molti post e ancora molte ricette che mi (e ci!) accompagneranno per questi lunghi nove mesi.
Oggi vi propongo una torta, una scelta che potrebbe apparire veramente strana vista l'ampia possibilità di piatti fotografati e non ancora proposti. Una scelta molto strana perché si tratta di una torta da colazione veramente semplice ma che vi farà iniziare meglio la giornata.
Visto che Settembre significa anche ritorno alla routine, perché non includere nella nostra routine una colazione sana, ottima e preparata con le nostre mani?
Non vi ci vorranno più di 10 minuti per realizzare questo impasto liscio e cioccolatoso ma, la mattina, sarà tutto ciò che desidererete.
Ecco perché la mia scelta è ricaduta proprio su questo dolce (sfornato ieri) che apre questo nuovo anno scolastico: che si tratti di scuola o di lavoro, ricomincia un periodo in cui si ha poco tempo ma non si vuole rinunciare alle cose buone.
Torta soffice ricotta e cioccolato
Ingredienti:
300 gr di ricotta
200 gr di zucchero
200 gr di farina
3 uova
mezza bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di cacao amoaro
125 gr di gocce di cioccolato
Iniziate mescolando bene la ricotta con lo zucchero fino a ottenere una crema, aggiungete le uova e mescolate nuovamente.
Setacciate la farina e il lievito poco alla volta e, intanto, mescolate il composto con uno sbattitore elettrico a bassa velocità.
Una volta che avrete unito tutta la farina, aggiungete due cucchiaini di cacao amaro setacciato e sbattete a velocità media.
Per ultima cosa unite le gocce di cioccolato leggermente infarinate e mescolate per distribuirle equamente. Foderate una tortiera con carta forno e preriscaldate il forno a 180 gradi statico.
Infornate per 30 minuti e, al termine, testate la cottura con uno stuzzicandenti : dovrà risultare leggermente umido (la ricotta donerà molta morbidezza alla vostra torta).
Lasciate raffreddare e.. buona colazione! :)
P.s. Riscaldare la vostra fetta di torta nel microonde per 20 secondi potrebbe riservare piacevoli sorprese alla vostra colazione con caffèlatte! :)
A presto,
Valerie :)
Ieri, infatti, è iniziata la scuola, il mio primo ultimo giorno di scuola.
L'ultimo settembre in cui mi capiterà di varcare il pesante portone in legno del mio liceo: stessa classe, quasi stessi insegnanti, stessi compagni e una nuova consapevolezza che si erige in ognuno di noi.
Quella di essere i più grandi, di sapere bene cosa ci attende a inizio estate (non fatemela nemmeno nominare!) e cosa accadrà dopo.
Sarebbe più giusto dire che sappiamo teoricamente cosa ci aspetterà dopo perché, l'amara verità, è che ci lanceremo tutti in un mare sconosciuto con ben poca esperienza sulle nostre spalle.
Ma, prima di ritrovarci qui a parlare di scelte future, dovranno passare ancora molti post e ancora molte ricette che mi (e ci!) accompagneranno per questi lunghi nove mesi.
Oggi vi propongo una torta, una scelta che potrebbe apparire veramente strana vista l'ampia possibilità di piatti fotografati e non ancora proposti. Una scelta molto strana perché si tratta di una torta da colazione veramente semplice ma che vi farà iniziare meglio la giornata.
Visto che Settembre significa anche ritorno alla routine, perché non includere nella nostra routine una colazione sana, ottima e preparata con le nostre mani?
Non vi ci vorranno più di 10 minuti per realizzare questo impasto liscio e cioccolatoso ma, la mattina, sarà tutto ciò che desidererete.
Ecco perché la mia scelta è ricaduta proprio su questo dolce (sfornato ieri) che apre questo nuovo anno scolastico: che si tratti di scuola o di lavoro, ricomincia un periodo in cui si ha poco tempo ma non si vuole rinunciare alle cose buone.
Torta soffice ricotta e cioccolato
Ingredienti:
300 gr di ricotta
200 gr di zucchero
200 gr di farina
3 uova
mezza bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di cacao amoaro
125 gr di gocce di cioccolato
Iniziate mescolando bene la ricotta con lo zucchero fino a ottenere una crema, aggiungete le uova e mescolate nuovamente.
Setacciate la farina e il lievito poco alla volta e, intanto, mescolate il composto con uno sbattitore elettrico a bassa velocità.
Una volta che avrete unito tutta la farina, aggiungete due cucchiaini di cacao amaro setacciato e sbattete a velocità media.
Per ultima cosa unite le gocce di cioccolato leggermente infarinate e mescolate per distribuirle equamente. Foderate una tortiera con carta forno e preriscaldate il forno a 180 gradi statico.
Infornate per 30 minuti e, al termine, testate la cottura con uno stuzzicandenti : dovrà risultare leggermente umido (la ricotta donerà molta morbidezza alla vostra torta).
Lasciate raffreddare e.. buona colazione! :)
P.s. Riscaldare la vostra fetta di torta nel microonde per 20 secondi potrebbe riservare piacevoli sorprese alla vostra colazione con caffèlatte! :)
A presto,
Valerie :)
mercoledì 28 agosto 2013
England, here we come.
Eccoci, eccomi.
Ero pronta per raccontare qualcosa del mio viaggio in Inghilterra ma, pensandoci, credo davvero che oggi non ci sarà spazio per alcuna ricetta perché, si, voglio fare le cose davvero bene.
Così vi scrivo dalla mia cucina: computer sul tavolo, grembiule indosso perché in forno c'è una torta e nel frigo un "futuro" arrosto che sta marinando e trovo davvero poetico raccontarvi di questo viaggio mentre un favoloso profumino si diffonde nella stanza.
Quindi, partiamo dall'inizio.
Partiamo dalla prima foto, scattata dall'areo, non un grande scatto a dir la verità, dettato più dall'agitazione e dalla trepidazione del momento.
In realtà, pensarci ora non è facilissimo ma, concentrandomi un momento, posso risentire la stessa sensazione e, credo che chiunque abbia viaggiato da solo nella propria vita, possa capirmi.
Per arrivare fino all'aeroporto di Bristol (che, diciamocelo, non è esattamente London Heathrow) ho dovuto cambiare ad Amsterdam, affrontando così due viaggi aerei nello stesso giorno.
Però, mica male per una che non si era mai occupata di mezzo viaggio prima d'ora!
Sull'areo da Amsterdam a Bristol ho avuto il piacere di conoscere una simpaticissima ragazza svizzera dalla parlata veloce e spigliata che mi ha dato il primo assaggio di cosa vuol dire dover parlare in inglese per farsi capire.
Il viaggio dall'aeroporto di Bristol fino alla mia casetta a Shirehampton (un piccolo quartiere di periferia) l'ho trascorso con occhi sognanti, cercando di fare un fermo immagine di ogni cosa che vedevo, ma anche parlando con un adorabile tassista che mi ha fatto un vero e proprio interrogatorio sulla mia vita.
Credo di poter dire che la mia esperienza sia iniziata proprio nel momento in cui ho suonato il campanello di quella casa stretta e lunga, appiccicata a una serie di edifici esattamente uguali.
Da questo momento in poi inizia tutto: la conoscenza della famiglia, una meravigliosa e tipica (in senso buono!) famiglia inglese che mi ha accolto davvero a braccia aperte; la conoscenza della mia compagna di stanza, Laura, ventiduenne spagnola con pochi aggettivi che potrebbero descriverla perché in questo caso dire "divertente" o "simpatica" è dire poco.
Da quel momento tutte le giornate sono fuggite veloci, tra nuove conoscenze, ispezioni della città sotto una pioggia scrosciante e risate con persone conosciute un giorno prima.
Non starò qui a dirvi quanto mi sia piaciuta Bristol, anche perché, da quanto ho potuto vedere, ogni cittadina inglese ha le sue particolarità ed è speciale a modo suo (almeno dal punto di vista di un italiano) ma io ne sono rimasta davvero colpita.
Sarà stato merito del fiume che attraversava la città e che è stato compagno di lunghe passeggiate, sarà stato merito della strada che ogni giorno percorrevo per arrivare fino a scuola oppure dello spettacolo visto al "Festival dei Balloon" dove più di 50 mongolfiere si sono alzate insieme nel cielo.
Di certo una gran parte del merito va alle persone: al gruppo italo-spagnolo (ma molto più spagnolo che italo) che mi ha accompagnata per tutte queste due settimane, dai giri di shopping fino al classico mercoledì al Syndicate (trattasi della più grossa discoteca di Bristol) dove lo student party aveva finito per essere un'istituzione.
Oltre a Bristol, ho avuto il piacere di visitare anche Oxford e Cardiff, capitale del Wales, che mi hanno affascinato entrambe, anche se in modi diversi.
Passeggiando per le vie di Oxford sembra davvero di essere catapultati in un romanzo di Jane Austen: casette bianche ricoperte di edera si alternano a college universitari di tutti i tipi.
Anche se non è proprio un Orgoglio e Pregiudizio anche Harry Potter fa la sua parte in questa città: visitando il college principale potrete camminare nella famosa sala da pranzo del giovane maghetto e comprare centinaia di cianfrusaglie a lui ispirate.
La musica cambia parlando di Cardiff che mi ha veramente affascinato.
Anche se parliamo del Galles, in questa città si respira comunque l'aria di una capitale che però non perde quel tipico fascino british che caratterizza anche il più piccolo villaggio di periferia.
Un consiglio: se passate da queste parti, una gita a Cardiff è d'obbligo, vi assicuro che non vi deluderà!
Che dire, sicuramente avrete intuito il mio entusiasmo per tutto ciò che riguarda l'Inghilterra e devo davvero trattenermi per non realizzare un post lunghissimo su queste due settimane.
Come sempre, se qualcuno di voi dovesse capitare dalle parti di Bristol e volesse avere qualche informazione in più su dove mangiare, cosa vedere e cosa fare non si faccia problemi a scrivermi, sarò più che felice di ricordare questi luoghi,
Ora scappo perché la mia torta è pronta e perché la nostalgia mi sta raggiungendo veloce, ottimo motivo per lasciarvi con una foto della passeggiata sul fiume di Bristol, uno dei luoghi che mi mancheranno di più.
Spero di avervi passato almeno un po' di questa magia.
Un bacio,
Valerie :)
Ero pronta per raccontare qualcosa del mio viaggio in Inghilterra ma, pensandoci, credo davvero che oggi non ci sarà spazio per alcuna ricetta perché, si, voglio fare le cose davvero bene.
Così vi scrivo dalla mia cucina: computer sul tavolo, grembiule indosso perché in forno c'è una torta e nel frigo un "futuro" arrosto che sta marinando e trovo davvero poetico raccontarvi di questo viaggio mentre un favoloso profumino si diffonde nella stanza.
Quindi, partiamo dall'inizio.
Partiamo dalla prima foto, scattata dall'areo, non un grande scatto a dir la verità, dettato più dall'agitazione e dalla trepidazione del momento.
In realtà, pensarci ora non è facilissimo ma, concentrandomi un momento, posso risentire la stessa sensazione e, credo che chiunque abbia viaggiato da solo nella propria vita, possa capirmi.
Per arrivare fino all'aeroporto di Bristol (che, diciamocelo, non è esattamente London Heathrow) ho dovuto cambiare ad Amsterdam, affrontando così due viaggi aerei nello stesso giorno.
Però, mica male per una che non si era mai occupata di mezzo viaggio prima d'ora!
Sull'areo da Amsterdam a Bristol ho avuto il piacere di conoscere una simpaticissima ragazza svizzera dalla parlata veloce e spigliata che mi ha dato il primo assaggio di cosa vuol dire dover parlare in inglese per farsi capire.
Il viaggio dall'aeroporto di Bristol fino alla mia casetta a Shirehampton (un piccolo quartiere di periferia) l'ho trascorso con occhi sognanti, cercando di fare un fermo immagine di ogni cosa che vedevo, ma anche parlando con un adorabile tassista che mi ha fatto un vero e proprio interrogatorio sulla mia vita.
Credo di poter dire che la mia esperienza sia iniziata proprio nel momento in cui ho suonato il campanello di quella casa stretta e lunga, appiccicata a una serie di edifici esattamente uguali.
Da questo momento in poi inizia tutto: la conoscenza della famiglia, una meravigliosa e tipica (in senso buono!) famiglia inglese che mi ha accolto davvero a braccia aperte; la conoscenza della mia compagna di stanza, Laura, ventiduenne spagnola con pochi aggettivi che potrebbero descriverla perché in questo caso dire "divertente" o "simpatica" è dire poco.
Da quel momento tutte le giornate sono fuggite veloci, tra nuove conoscenze, ispezioni della città sotto una pioggia scrosciante e risate con persone conosciute un giorno prima.
Non starò qui a dirvi quanto mi sia piaciuta Bristol, anche perché, da quanto ho potuto vedere, ogni cittadina inglese ha le sue particolarità ed è speciale a modo suo (almeno dal punto di vista di un italiano) ma io ne sono rimasta davvero colpita.
Sarà stato merito del fiume che attraversava la città e che è stato compagno di lunghe passeggiate, sarà stato merito della strada che ogni giorno percorrevo per arrivare fino a scuola oppure dello spettacolo visto al "Festival dei Balloon" dove più di 50 mongolfiere si sono alzate insieme nel cielo.
| Una mongolfiera che riproduceva quella vista in "Up" |
Oltre a Bristol, ho avuto il piacere di visitare anche Oxford e Cardiff, capitale del Wales, che mi hanno affascinato entrambe, anche se in modi diversi.
| Oxford |
Anche se non è proprio un Orgoglio e Pregiudizio anche Harry Potter fa la sua parte in questa città: visitando il college principale potrete camminare nella famosa sala da pranzo del giovane maghetto e comprare centinaia di cianfrusaglie a lui ispirate.
La musica cambia parlando di Cardiff che mi ha veramente affascinato.
Anche se parliamo del Galles, in questa città si respira comunque l'aria di una capitale che però non perde quel tipico fascino british che caratterizza anche il più piccolo villaggio di periferia.
| Visuale del castello di Cardiff |
Che dire, sicuramente avrete intuito il mio entusiasmo per tutto ciò che riguarda l'Inghilterra e devo davvero trattenermi per non realizzare un post lunghissimo su queste due settimane.
Come sempre, se qualcuno di voi dovesse capitare dalle parti di Bristol e volesse avere qualche informazione in più su dove mangiare, cosa vedere e cosa fare non si faccia problemi a scrivermi, sarò più che felice di ricordare questi luoghi,
Ora scappo perché la mia torta è pronta e perché la nostalgia mi sta raggiungendo veloce, ottimo motivo per lasciarvi con una foto della passeggiata sul fiume di Bristol, uno dei luoghi che mi mancheranno di più.
Spero di avervi passato almeno un po' di questa magia.
Un bacio,
Valerie :)
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